IL VENTO
Non ricordo che cosa sognavo
ma so che ad un tratto,
nel cuor delle notte,
col petto in tumulto
mi trovo a pensare.
Come nubi svanite,
come banchi di nebbia sfumati
le immagini tristi e confuse
è inutile ormai ricercare.
Sento intanto il silenzio
ch’è rotto
da un vento improvviso
che sibila a tratti,
che spinge nelle finestre
come volesse sfondarle.
Ha un ritmo alternato,
una pausa e sembra finito
e poi ancora riparte
con forza, più forte di prima.
Lo penso in campagna a ballare
una macabra danza
coi rami degli alberi spogli,
li vedo contorcersi e gemere
nel buio e nel freddo
di gelida notte invernale.
Rannicchio fra le coperte
un corpo proteso in ascolto,
inoltre son teso, irrequieto
non voglio più a lungo
pensare!
