6 Marzo 2009 CHIAREZZA
Al fine di non avere dubbi circa la mia capacità di poter esprimere con chiarezza il mio pensiero ho deciso di scrivere tutto quello che a mio parere ritengo sia indispensabile per evitare il più possibile confusione e fraintendimenti.
Dopo una vita impegnata e non facile mi ritrovo ora ad affrontare gli ultimi giorni che restano e ad evitare di diventare un peso per me e per chi dovesse trovarsi in qualche modo nei pressi, anche sulla scorta dei vari libri che ho letto, dei suggerimenti degli specialisti che frequento, ho deciso di convertirmi al bene.
Che cosa sia il bene per me solo io lo so e poiché solo chi si è arricchito potrà donare, a chi merita ovviamente, ogni giorno sempre più mi convinco che questa sia la strada giusta da percorrere.
Non c’è Maestro di vita e studioso di tematiche relazionali che non suggerisca, a chi vuole vivere al meglio la propria vita, di aprirsi al mondo e coltivare molteplici amicizie.
Quali devono essere le qualità che deve avere un amico è presto detto: l’amico è colui che ti accetta come sei, che ti apprezza, che ti ascolta, che non ti dice che cosa devi fare se sei in difficoltà ma che tutt’al più ti dice, se glielo chiedi, che cosa farebbe lui o che cosa ha fatto lui quando si è trovato, lui pure, in certi simili frangenti.
L’amico c’è quando lo cerchi e non ti importuna quando non hai tempo.
L’amico è colui che corre in tuo aiuto per esserti alleato e complice se necessario e tu altrettanto per lui qualora dovesse chiedertelo.
In questo mondo ‘strano’ per me è l’unica cosa degna da salvare.
Mi è piaciuta la frase letta ultimamente : ” L’amicizia è come un pomeriggio in cui non tramonta mai il sole”.
Quando ci siamo incontrati ho provato emozioni del tutto particolari e del tutto nuove e di segno estremamente positivo. Ho visto in te una donna seria, onesta, operativa che nella vita ha più dato di quello che ha goduto per cui ha molti crediti in sospeso.
Il tutto non disgiunto da un fascino sottile e dalla piacevolezza determinata da una presenza fisica di grande effetto. La proposta seria, onesta che mi sono sentito di farti è stata quella di frequentarci per conoscerci meglio per vedere se da ciò che poteva sembrare, poteva sortire un rapporto sano di amicizia vicendevolmente arricchente.
Alla luce di tutto questo non so chi avrebbe potuto mettere a me dei veti e costringermi a rinunciare di operare per me le scelte che ritengo utili ed importanti per una mia sopravvivenza appagante.
Trovo molto più sconveniente vivere di nascosto e di dire di andare a Milano quando invece vado a Venezia.
Poiché non sono più un bambino che non deve dire le bugie alla mamma ritengo sia mio diritto avere un tempio personale all’interno del quale far entrare chi ritengo in un ambito di privatezza.
Alla luce di tutto questo non capisco perché dovrei nascondere il fatto di incontrarti, di scambiarci opinioni, esperienze, di frequentare persone e luoghi che a noi potessero interessare.
Con molta onestà e serenità posso dirti che mai mi sarei permesso di fare proposte furbescamente finalizzate.
Le premesse erano tali che potevano far presagire la possibilità di condividere momenti di spensieratezza, di allegria, di approfondimento di eventuali tematiche esistenziali difficili da superare da soli, in sostanza non avrebbe avuto senso la nostra frequentazione se i nostri incontri non ci avessero permesso, lasciandoci, di ringraziarci reciprocamente di quanto di bello avevamo potuto dare e ricevere.
Ad una visione esistenziale della vita di questo tipo io ci sono arrivato ora perché in passato ero inguaiato anch’io in tutte le pastoie delle convenzioni sociali: quelle abitudini che finiscono per fare dell’essere umano uno schiavo e non una persona libera nata per godere e non per portarsi la croce per tutta l’esistenza.
Ho ben capito che l’incontro magico, quello che ti sconvolge la vita ma che ti da pure brividi d’eterno non è frequente e che purtroppo ha il senso della finitudine.
L’amicizia se è vera ed autentica perché dovrebbe finire?
Solo se è stato uno dei tanti abbagli che si possono prendere o se non ne abbiamo compreso il grande vantaggio ed anziché coltivarla come un fiore prezioso, l’abbiamo lasciata seccare, potremo ritrovarci ancora disperatamente soli.
Piero
