Nostalgia

6 Ottobre 2012                                                         NOSTALGIA

Ieri sera ho seguito la trasmissione “Ti lascio una canzone” ed ogni volta che la guardo mi piace sempe di più.

A parte la Clerici, che la sento ipocrita e tutta costruita che recita la parte della buona quando in qualche momento,

che non è sotto controllo, il suo viso è cattivo. Sentire dei ragazzini sui 10 - 12 anni che cantano canzoni che, tra l'altro

non sono neppure del loro tempo, con una abilità da cantante di professione, resto senza parole.

Ieri sera ero solo per cui ho potuto seguire la trasmissione dall'inizo alla fine e molte canzoni che conoscevo molto

bene non mi hanno lasciato indifferente.

Mentre i ragazzini e le ragazzine cantavano, quanti ricordi legati al tempo di quelle canzoni.

Ciò che mi ha particolarmente colpito è stato il ricordo dell'inizio del rapporto con Antonella.

Non mi era mai capitato nella vita di essere stato coinvolto così totalmente e così profondamente di sentimenti

bellisssimi, purissimi.

Io che vivevo una vita dedita agli affari e a qualche amorazzo senza nessun coinvolgimento spirituale mi son trovato,

senza volerlo, tutto preso da nuove emozioni che non conoscevo e che hanno segnato tutto il corso della mia vita

futura.

La nostra relazione era nata sulla fiducia, sull'attrazione totale sia fisica che spirituale.

Con l'avvento di Antonella non era rimasto nessuno spazio per qualsiasi altra persona di sesso femminile per un certo

tipo di totalità di rapporto.

Ieri sera nel ricordare quì da solo sull'onda di quelle dolcissime musiche, sentivo emozioni dolci, tenere, ma con un

pizzico di tristezza in quanto come diceva quel poeta: ' non vi è maggior dolore che ricordare il tempo felice, magari

passato nella miseria'.

Io non ero nella miseria economica ma dal punto di vista spirituale ben poco mi accendeva qualche emozione

piacevole nell'anima.

Ascoltavo e nel silenzio della mia solitudine riflettevo sulla stupidità umana consistente nel non saper salvare

quel poco o quel tanto di bello che la vita è capace, a volte, di donare.

Mentre le canzoni continuavano una più bella dell'altra, io ero tornato là, a quei momenti, e sentivo che la mia

anima non è così arida come potrebbe sembrare a prima vista o come potrebbe apparire in certi momenti o

come conseguenza di certe mie affermazioni.

No! Io non sono tutto lì.

La mia anima come scrive Piovene nel suo bel libro: 'Lettere di una novizia' ...non è una landa deserta ma un

giardino fiorito, dove fiori profumati possono crescere'.

Nonostante tutto il realismo che vado predicando, la sfiducia nei valori positivi che sbeffeggio ad ogni piè sospinto,

tutto ciò nonostante, c'è ancora dentro di me qualcosa di bello, di puro, di stupendo da salvare.

Quanto fatica per diventare adulti, disincantati.

Piero