INTERVISTA CON LA COMARE SECCA
Karl Gustav Jung diceva che una terapia non è finita fintanto che il terapeuta non sarà riuscito a conciliare il paziente con la consapevolezza della morte.
Se penso quando avevo tanti anni di meno quali e quanti problemi avevo da risolvere ogni giorno dove avrei potuto trovare il tempo di pensare alla morte?
E tutto questo mi andava anche bene perchè pensare alla fine dei nostri giorni non è certo un pensiero che colora la nostra esistenza di colori per noi piacevoli.
Essere impegnati in altre cose pertanto specie se, non dico gradevoli, ma per lo meno non sgradevoli è un mezzo utilissimo per non lasciarsi catturare da una spirale che mozza il fiato ancor prima del tempo.
Se io dovessi essere il responsabile delle creazione di un nuovo essere, al quale non potrei donare una vita eterna, la morte gliela farei arrivare a sorpresa quando per motivi vari non avesse più niente da godere.
La fiera è finita, il carnevale non è più che un ricordo per cui cosa resterebbe di bello e di buono?
Via pertanto senza dolori, rimpianti ma come la soluzione che non lascia dolore.
Chi ha pensato di costruire questo mondo aveva altre finalità per cui, se non vogliamo fare i conti senza l'oste, ci piaccia o ne è d'uopo fare i conti con la realtà.
Va da sé che se negli anni ruggenti fossimo disturbati da questi pensieri la vita sarebbe stata ben presto un peso difficile da sopportare. Che quando si è carichi di energia positiva portatrice di gioia, piacevolezza e benessere permettere che certi pensieri si facciano strada sarebbe criminoso.
Quando vedevo qualche funerale passare restavo completamente indifferente come se quella operazione non mi avrebbe mai coinvolto e andava bene così perchè quella vista non aveva per nulla influenzato, e in modo negativo, i miei programmi.
Quando poi gli anni aumentano, le forze diminuiscono, gli amici se ne vanno ed anche qualche famigliare cambia di residenza definitivamente è difficile continuare a pensare che la morte è un problema d'altri e che a noi non interessa.
E' sbagliato perché la morte non ha riguardo per nessuno e, se non pensiamo, che un bel giorno, diciamo più correttamente un certo giorno se verrà a sorpresa sarà un’amara sorpresa.
Che cosa può fare pertanto un anziano, diciamo più correttamente io, che ancora resisto e che essendomi trovato ormai in parecchie situazioni in cui la morte era fra le pareti domestiche per affrontare la situazione inevitabile al meglio?
Io per natura non sono mai stato un pessimista costituzionale pur avendo vissuto certe sgradevoli situazioni in cui mi ero trovato per mancanza di cultura adeguata non certo soddisfatto ma, a parte questi momenti da tentare di cancellare, ho sempre cercato nei limiti del possibile e con i mezzi a disposizione di godere la vita.
Vivere sacrificandosi l'ho sempre visto come un reato contro me stesso e non come un mezzo salvifico e qualificante per rendermi più degno di quel Paradiso dal quale non è mai venuto nessuno a darci certezze. Ancora oggi mi va di incontrarmi con amici, persone simpatiche con le quali dialogare, sparare le mie metafore, godere quando vedo che le mie battute producono risate produttrici di indispensabili endorfine.
Certi personaggi pesanti, narcisisti, bisognosi di catturare l'attenzione, completamente indisponibili al dialogo perchè per loro ciò che vale è dire le loro opinioni trasformando gli altri in ascoltatori che applaudono. Quando li intravvedo per la strada, taglio rapidamente la corda orientando il mio andare verso ciò che possa portarmi piacere.
Si! E' il piacere che vado cercando e non mi sento di certo in peccato perchè da sempre ho pensato che se il mio piacere, la mia felicità porta sofferenza a qualcuno quel comportamento è da cambiare, ma se il mio piacere non produce danni a nessuno è da viverlo in totale partecipazione.
Che ci siano tante cose che non ho cercato ma che piovono come dono del cielo è la norma per cui cerco di proteggermi.
Come tutti gli esseri umani essendo non solo imperfetto ma avendo, purtroppo avuto una educazione che sarebbe stata tutta da evitare, ho sentito per parecchio tempo un grande bisogno di ribellione per sentire che anche io valevo qualcosa.
Questo l'ho pagato caro.
Ma quei tempi sono passati ed ora ho imparato a mie spese a fare sempre il calcolo tra costo e beneficio perché, per chi non vuol finire in galera per furti, tutto ha un costo e ciò che è importante, chiedere sempre in ogni situazione il costo prima di iniziare qualsiasi tipo di approccio e pagare regolarmente.
In questi ultimi tempi avverto delle sensazioni che una volta non provavo.
E' come se una voce sconosciuta finora mi avvisasse che mi stò incamminando verso la fine.
Sento che la mia 'vis vitalis' sta cambiando in senso negativo perché certe sensazioni anche se subliminali non possono lasciarmi indifferente.
Sento il bisogno di fare ordine ai miei scritti, di eliminare tanta roba che ho in Corso Fogazzaro che, dopo di me, sarà soltanto una zavorra inutile per cui devo liberarmene ed inoltre mi sento come un pò spaesato.
Sono un pò preso da questi pensieri che affiorano e che non mi portano allegria.
E' come se una sorta di malinconica tristezza mi invadesse ed alla quale non ho la forza e la voglia di contrastare.
Molto probabilmente è come se più o meno consapevolmente avvertissi che c'è la morte nei pressi, di fronte alle quale non ho la forza e la voglia di contrastare.
Sono sensazioni che affiorano senza particolari motivazioni ma che mi prendono e mi portano tristezza.
Non so se cercando di contrastarli, cercando distrazioni piacevoli l'operazione sia produttrice di benessere.
Penso invece che molto probabilmente più o meno consapevolmente stò accettando l'avvento della mia fine.
Tutto sommato anziché morire dopo tanti stenti o in modo violento e brutale avvicinarsi con tranquillità alla conclusione della mia vita è già di per sé un fatto positivo.
Non avverto sensazioni di ribellione ma una serena accettazione di un momento imprescindibile nella vita di ognuno di noi.
Vorrei un bel giorno andare a Poggio Rusco da mio fratello Francesco e lì da solo senza tante persone attorno chiudere gli occhi per sempre.
La mia esistenza è finita serenamente, tranquillamente come avrei voluto da sempre vivere la vita mia.
1. GORETTA è salita in cielo il 3 maggio 2016
Vicenza 23.5.2016 Piero Greco
