RIEPILOGO DEL PERCORSO FATTO per sviluppare la soddisfazione nel nostro vivere quotidiano e per impegnarci con voglia ed energia in una attività che non cessi mai di entusiasmarci perché sostenuta dal nostro entusiasmo.
Si è iniziato riunendo un gruppo di persone di età matura disposte ad esprimere le proprie insoddisfazioni, i propri disagi nel trattare con gli altri, le proprie paure provocate dalla realtà “esterna”, ecc…., in presenza di un carissimo conoscente esperto della materia, attento e graditissimo ospite.
Fin da subito ci siamo trovati in difficoltà nell’individuare quali sono gli argomenti che provocano malessere, tensioni nervose e perdita di energia nell’affrontare la vita; in breve abbiamo capito quanto poco conosciamo di noi stessi e quanta difficoltà troviamo nel fare un po’ di autoanalisi.
Si è passati quindi ad usare tecniche di rilassamento per liberare la mente, per togliere ansie bloccanti e tensioni, al fine di riuscire a fare un po’ di autoanalisi per trovare quegli elementi, correggendo i quali, avremmo potuto ipotizzare la nostra vita senza quei malesseri così irritanti e sfiancanti.
Anche con l’aiuto della tecnica di rilassamento l’andare avanti nel cammino prefissato si è dimostrato complesso e difficoltoso, a causa delle ritrosie radicate in ciascuno.
Pur integrando con letture specifiche, non si capiva perché non si riuscissero a definire gli argomenti da affrontare.
Dapprima si pensava che si dovesse partire dalla individuazione del talento genetico di ciascuno (ipotizzando che i malesseri fossero le attività contrastanti con esso), purtroppo questa ricerca non ha avuto successo perché le difese che ciascuno attiva lungo la propria vita hanno “schermato” tutto.
Poi abbiamo pensato che i malesseri potessero dipendere da un sistema di vita troppo sbilanciato sul consumo di cose e poco impegnato in conquiste “spirituali”.
Allo scopo abbiamo letto vari testi di autoeducazione spirituale; di studio della mente con la meditazione; abbiamo partecipato a vari incontri “a tema”, tenuti da validi personaggi esperti nell’analisi del comportamento; abbiamo anche preso in considerazione il tema della difficoltà nell’affrontare un cambiamento, che va sempre a modificare lo status quo.
Abbiamo imparato molte cose ma scarsi risultati efficaci sono stati ottenuti nella conoscenza di noi stessi.
Il problema di riuscire ad imprimere alla nostra vita un cambiamento soddisfacente ha incominciato ad essere validamente attaccato dopo la lettura del testo “Le 5 ferite e come guarirle” proposto da una signora che partecipava agli incontri, dove sono stati individuati gli “schermi” o “maschere” che abbiamo costruito per difenderci e che ci inibiscono la possibilità di essere noi stessi.
E’ iniziata così la conoscenza della nostra personalità.
Poi il “nostro problema” ha dato ulteriori segni di cedimento con la lettura del libro “The Secret” in cui si dichiara che se riusciamo a toglierci dall’Inconscio le nostre inibizioni ci attireremo certamente situazioni positive (la legge dell’attrazione).
Altro passo verso la conoscenza di noi stessi.
La lettura di “The Secret”, poi, è stata integrata col testo “The Key” dove si evidenzia che le nostre attività sono “comandate” per l’80% dall’Inconscio e non dalla nostra razionalità, come noi abbiamo sempre pensato.
Non solo, se c’è contrasto fra ciò che razionalmente pensiamo e ciò che la nostra vita ha impresso nell’Inconscio risulta dominante sempre l’Inconscio nel decidere ciò che in pratica facciamo; egli agisce sempre per difenderci.
Succede però che esso, a volte, sbagli l’interpretazione di un evento perché opera per “associazioni” senza capacità di discernere, provocando guai grossi.
Più psicologi mi hanno confermato questo fatto, e la ragione sta nel fatto che l’Inconscio lavora per “associazioni” di fatti/emozioni senza spirito critico.
Ad esempio: se un bimbo ha avuto in dono una bici, ci sale sopra, cade e si fa male nell’Inconscio viene registrato bici=sofferenza. Quel bimbo ogni volta che vedrà una bici avrà paura, mentre se si è fatto male non è colpa della bici ma del fatto che non sapeva usarla.
Le nostre inibizioni (che ci bloccano e provocano sofferenza) sono dovute al conflitto fra ragione ed inconscio, per cui il successo in ogni nostra attività dipende dalla valutazione che nasce dentro di noi rispetto al risultato che si vuole ottenere. Se tale valutazione inconscia è in accordo col nostro pensiero razionale va tutto bene, ma se è in disaccordo causa problemi.
Nel testo “The Key” viene considerata necessaria la “ripulitura dell’Inconscio” per eliminare i disaccordi di valutazione, e vengono proposti dei metodi per ottenere questo risultato.
Interpellati su questo argomento (Meccanismi di difesa del tuo essere presenti nell’inconscio) esperti di psicologia hanno espresso perplessità sull’ottenimento “facile” della ripulitura dell’inconscio come è presentato nel libro “The Key”, perché anche nella loro professione questo argomento richiede un grosso e lungo impegno.
Bisogna, però, considerare l’intensità dell’inibizione, che non è uguale per tutti ne è necessariamente elevata. Per cui può corrispondere al vero che una inibizione possa essere “ripulita” seguendo un metodo autodidattico. Se invece non si riesce a togliersi di dosso l’inibizione sarà bene ricorrere all’aiuto dello psicologo per cambiare la struttura del pensiero.
Riuscendo a superare i meccanismi di difesa dell’inconscio si ottiene il primo grosso risultato che consiste in un forte aumento dell’Autostima. Ed è un grosso risultato perché l’Autostima è il prerequisito di base per sviluppare la soddisfazione nel proprio vivere quotidiano.
Sappiamo tutti che c’è chi ce la fa e ce la fa in qualunque attività, e c’è invece chi non ottiene risultato in nessuna attività. Quindi non dipende dalla attività ma dal proprio “muro” che non si riesce a superare. La propria determinazione è legata a fattori inconsci, e viene liberata dalla pulitura dell’inconscio.
N.B.: Una idea comune serve molto a ripulire l’inconscio.
Per togliere la conflittualità fra ragione ed inconscio bisogna togliere le inibizioni. Allo scopo, per prima cosa, è bene verificare se per noi il desiderare non sia moralmente sbagliato (questa è una grossa inibizione).
Ad esempio se il desiderio di affetto è stato sanzionato, il desiderare diventa un pericolo che viene registrato nell’inconscio: tale pericolo diventa, quindi, una inibizione.
Da questo scaturisce spesso che ci applichiamo nelle nostre attività con molte riserve, senza ottenere buoni risultati.
Va evidenziato anche il fatto che per tenere nascoste queste inibizioni l’inconscio usa una grossa quantità di energia inutilmente.
Spesso sentiamo il bisogno di recuperare energia e non ci rendiamo conto che, pur avendone in abbondanza dentro di noi, ci sentiamo “giù” perché il nostro inconscio ne consuma una grossa parte per suo conto. Questo è quanto abbiamo appreso riguardo all’inconscio.
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Comunque se abbiamo raggiunto una buona Autostima siamo a cavallo, ed abbiamo fatto il primo passo importante.
Ritrovata una buona autostima derivata dalla ripulitura dell’inconscio anche la legge della attrazione affermata nel libro “The Secret” può avverarsi, e contribuirà a spianarci la strada che dobbiamo ancora percorrere e ci aiuterà nella vita quotidiana.
Per proseguire lungo il nostro cammino, all’Autostima dobbiamo aggiungere il “Coraggio” di passare all’azione.
Lo abbiamo capito quando ci siamo chiesti: a questo punto qual è il primo passo da fare?
Ogni cambiamento è un rischio ma se non ci si sviluppa si rimane in una routine pericolosa che nasconde un progressivo, inevitabile, decadimento.
Su questo argomento abbiamo trovato un validissimo aiuto nel libro di Alberoni “Abbiate coraggio”.
Egli ci dà molti stimoli e molte motivazioni, fra cui il ritrovare la libertà di fare ciò che noi desideriamo e non ciò che altri desiderano. Spesso ci sono persone abili nell’approfittare della nostra debolezza e non vogliono il nostro sviluppo per mantenere più facilmente le cose come stanno, perché a loro va bene così.
La libertà è un fattore fondamentale, e riporta equilibrio nei nostri rapporti con gli altri.
Sembra banale riaffermare l’importanza del rispetto e della considerazione reciproci, ma riflettendo bene rispetto e considerazione non sono così scontati e spesso vengono raggirati in modo disgustoso.
Il coraggio serve anche ad affrontare i contrasti. L’accettare il contrasto (che molte volte è violento e non è un confronto) non è cosa semplice e non possiamo ricorrere all’arroganza, alla violenza o alla falsità per difenderci, pena la disistima di noi stessi e conseguente perdita di dignità.
Anche in questo argomento ci viene in aiuto lo psicologo, che ci ricorda che la prima cosa da fare è di scoprire dentro di noi la violenza che è sicuramente presente.
Riconoscendo la nostra violenza siamo in grado di riconoscere la violenza degli altri, quantomeno siamo in grado di accorgerci dei sintomi preliminari all’uso della violenza contro di noi, per cui possiamo difenderci meglio.
Molto utile è sta la lettura del libro di Oliver Clerc “La tigre ed il ragno”, dove egli distingue due tipi di violenza: quella aggressiva (tigre-yang) e quella subdola (yin-ragno).
Inoltre insegna strategie per disinnescare le due polarità della violenza stessa.
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Il secondo passo è quindi il coraggio di agire, secondo la nostra indole ed i nostri talenti, ma dobbiamo anche riservare molta attenzione alla nostra spiritualità ed al nostro ambiente.
Per affinare la nostra spiritualità abbiamo letto molti testi: la “Matrix Divina”, “le Emozioni distruttive” del Dalai Lama, ecc… ed anche questo ha contribuito ad aumentare la nostra autostima.
Abbiamo capito che ognuno di noi è una tessera di un grande mosaico, che le tessere hanno tutte lo stesso valore, e che la differenza sta nell’accettazione spirituale di appartenere ad un unico grande schema.
Dal Dalai Lama abbiamo imparato che esiste un egoismo positivo ed uno negativo, proprio come il colesterolo. Per cui noi possiamo avere cura di noi stessi per prima cosa e poi degli altri.
Anche nel Cristianesimo si afferma “ama il prossimo tuo come te stesso”. Quindi autostima ed auto-considerazione con grande attenzione a non passare all’arroganza e tanto meno alla violenza verso gli altri.
Dobbiamo anche porci il problema di comunicare con gli altri con sicurezza ed efficacia, realizzando un comportamento equilibrato e costruttivo. Molto utile sembra sia l’apprendimento della “Assertività” (una nuova tecnica), per individuare ed attuare strategie interpersonali calibrate sulle esigenze della situazione e degli obiettivi personali.
Il terzo passo è quindi la nostra spiritualità ed il nostro modo di comunicare, per conoscere meglio noi stessi e per agire meglio, con più coscienza cercando di creare un ambiente di rapporti interpersonali più entusiasmante.
Molto lavoro è stato fatto, ma ulteriori passi dobbiamo fare per sviluppare la soddisfazione nel nostro vivere quotidiano e per impegnarci con voglia ed energia in una attività che non cessi mai di non entusiasmarci perché sostenuta dal nostro entusiasmo.
Non ultimo quello di individuare l’attività a noi più consona, da svolgere con passione, autostima e coraggio secondo i nostri talenti. La ricerca motivazionale può essere utile a questo scopo.
Ho trovato che in America, da più di venti anni, per attuare cambiamenti e per “fare formazione” viene usato il “Laboratorio della Creatività”.
Con questo metodo si producono idee, pertinenti alla soluzione di un problema, da parte delle stesse persone che dovranno poi usare la soluzione individuata.
I grandi vantaggi sono intuibili: riduzione della resistenza al cambiamento perché l’oggetto del cambiamento è individuato dalle stesse persone coinvolte, grande partecipazione al risultato finale,
miglioramento dei rapporti interpersonali e facilità nella formazione delle persone chiamate a svolgere l’attività che esse stesse hanno definito.
Mi sembra una cosa molto utile al fine di concretizzare il nostro obiettivo (il nostro desiderio) e penso che dovrò continuare ad approfondire questo metodo.
Piero Greco
